Profilo di Isabella d’Este

Isabella d’Este nacque nel 1474 nella città di Ferrara, figlia primogenita del duca Ercole d’Este e della duchessa Eleonora d’Aragona. Crebbe nel mondo raffinato ed opulento dell’élite italiana, sotto l’egida di istruttori umanisti di prim’ordine e vivendo a stretto contatto con artisti, letterati e principi del Rinascimento italiano. Nel 1490, Isabella d’Este sposò Francesco Gonzaga (1466 – 1519) marchese di Mantova. Una delle prime preoccupazioni dei marchesi di Mantova era quella di assicurare alla famiglia un erede maschio per garantire la continuità dinastica, obiettivo che tuttavia fu raggiunto soltanto una decina di anni più tardi. Francesco Gonzaga in qualità di ufficiale al soldo di altri signori italiani, era spesso lontano dalla Corte; tuttavia il matrimonio fu allietato da numerosi figli, cinque dei quali arrivarono all’età adulta: Eleonora (1493-1550), Federico (1500-1540), Ippolita (1501-1570), Ercole/Luigi (1505-1563), Ferrante (1507-1557) e Livia Osanna (1508-1569). Ognuno di loro rivestì un ruolo di spicco nella società italiana del tempo. Eleonora divenne duchessa di Urbino sposando Francesco Maria della Rovere; Federico successe al padre e fu in seguito nominato primo duca di Mantova; Ippolita prese i voti nel monastero domenicano di San Vincenzo; Livia Osanna entrò, con il nome di suor Paola,  nel monastero delle Clarisse di Santa Paola, dove divenne badessa; Ercole fu eletto cardinale della Chiesa Cattolica nel 1527 e presiedette il Concilio di Trento dal 1561 fino alla morte; Ferrante si distinse come comandante nell’esercito imperiale di Carlo V, governatore di Milano,  viceré della Sicilia e, infine, duca di Guastalla.

Isabella assolse con grande abilità anche l’impegno di reggere le sorti del piccolo stato mantovano durante le assenze frequenti del marito, sovrintendendo all’amministrazione della giustizia, intessendo una rete di contatti diplomatici, e provvedendo alla salute pubblica, insomma alla politica e all’economica del marchesato nel suo complesso. Quasi quotidianamente informava Francesco II su ciò che accadeva a Corte e descriveva in modo dettagliato le proprie attività in qualità di autorità politica da lui delegata. Quando il marito era a Mantova, invece, Isabella talvolta viaggiava come rappresentante diplomatica, negoziando delicati accordi a favore dei Gonzaga e rappresentando gli interessi mantovani presso le più importanti Corti italiane e europee. La corrispondenza fra i due coniugi testimonia un rapporto di reciproca solidarietà.

Isabella d’Este a buona ragione è stata considerata da molti come controparte femminile degli uomini rinascimentali per i quali l’Italia è celebre. Oltre alle sue doti politiche e amministrative, fu un’abile musicista, suonava infatti svariati strumenti a tastiera e a corda.  Progettava giardini e allevava animali, sovrintendeva a una produzione di profumi e cosmetici di propria creazione particolarmente apprezzati e ricercati da donne e uomini di molte Corti italiane ed europee. La “marchesana” eccelleva inoltre nella moda, inventando fogge di abiti e acconciature e creando per se stessa uno stile originale e inconfondibile che altre Corti in Europa erano desiderose di imitare. Era profondamente interessata alla politica, al governo e alla vita sociale, e possedeva spiccate doti in tutti questi campi, ma è principalmente per le sue attività di committente e di collezionista che la storia ricorda Isabella d’Este.

Come documentano le lettere, Isabella impiegò decenni a mettere insieme una collezione singolare di opere d’arte, di libri e di oggetti di antiquariato, riservando un’accurata attenzione a ogni dettaglio. Se il suo ruolo di committente donna non era unico, ciò che la rese davvero straordinaria e le fece guadagnare un posto autorevole nella storia dell’arte, furono la quantità, la ricchezza e la coerenza delle sue acquisizioni, nonché la meticolosa progettazione di un luogo in cui esibirle, i suoi preziosi camerini,  la Grotta e lo Studiolo in Palazzo Ducale.

Un anno dopo la sua morte, avvenuta nel 1539, fu stilato un inventario generale dei beni della corte gonzaghesca che, accanto ai beni immobili, comprende libri, gioielli, oggetti di antiquariato, opere d’arte, strumenti musicali e mobili posseduti da Isabella e da suo figlio Federico, articolato in oltre settemila voci. I pezzi superstiti delle collezioni di Isabella d’Este, finora noti, e attualmente presenti nei principali musei e nelle biblioteche di tutto il mondo, testimoniano lo splendore del Rinascimento italiano, e il gusto di una delle figure femminili più significative della sua epoca.

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